Claudia Mangeli, le rivoluzioni e il colore


Oggi inizio ringraziando Giulia (qui trovate la sua realtà) per avermi messa in contatto con Claudia. Taglio un po’ di convenevoli e arrivo al punto: mi è stato chiesto di progettare e sviluppare il suo sito web. Sì lo so, noia, l’ennesimo articolo che parla di web design. Eh no, è qui che vi sbagliate. Questo lavoro è stato ben altro. Ho apprezzato ogni singolo momento per tre semplici motivi che scriverò qui sotto belli grandi e chissene della SEO!

Ho lavorato con una rivoluzionaria.
Ho lavorato con un essere umano.
Ho lavorato per l’arte.

Inaugurazione personale di Claudia Mangeli a Villa Lagarina nel 2009 – © https://www.claudiamangeli.com/

Ma andiamo in ordine.

Chi è Claudia?

Claudia è una donna, una madre, una tecnica e una rivoluzionaria. Nel 2002 prende le redini e spacca le regole: si iscrive all’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” di Verona, dove poi si diploma nel 2006 diventando un’artista a tutti gli effetti. La prima rivoluzione di Claudia è stata proprio questa: ascoltare la propria voce artistica raggiunta l’età adulta. Insomma, non è da poco dedicarsi alla propria ricerca mentre si ha un lavoro in ufficio e si cresce una figlia.

Qualche tempo fa stavo leggendo un interessante articolo di Leante che raccontava un po’ tutta la situazione dell’artista romantico. Dai romantici, infatti, “deriva anche il culto dell’artista e della sua immagine popolare: povero, solitario, scapigliato, occhi spiritati, sconfitto, ma spiritualmente “superiore” ai comuni mortali.” E proprio questa è stata la seconda rivoluzione di Claudia: se la si guarda, di scapigliato e sconfitto non si vede proprio niente.


Il colore

Ringrazio di aver avuto la possibilità di lavorare a questo progetto dopo il mio percorso accademico. Il perché è molto semplice: le opere di Claudia sono astratte. Principalmente si occupa di dipingere grandi monocromi adornati di piccoli pattern ton sur ton. Diciamocelo: se avessi visto le sue opere prima di conoscere l’œuvre di Malevic, Rothko, Klein e amici vari, dubito che sarei riuscita a percepirne la bellezza.

Una volta, a lezione, ho chiesto che diamine mi significasse un quadro monocromatico. Il mio professore, con una dose di pazienza ben superiore a quella che io mi sarei concessa fossi stata nei suoi panni, mi ha invitata a cambiare lo sfondo del computer con un’immagine completamente rossa. Mi ha chiesto di stare a fissarla per dieci minuti. Io lo ho fatto. Alla fine ero agitata. Okay diciamocelo: ero presa stra male. Ecco che il mio professore mi aveva dato la risposta: far nascere un’emozione pura.

La purezza del monocromo, però, non indica né ordine né caos. Invece se guardo i dipinti di Claudia colgo entrambi gli aspetti. C’è la totale libertà del tratto pittorico che riempie lo spazio con decisione. Emerge poi un reticolo di simboli disposti ordinatamente, un po’ come a chiedere scusa alla tela per il sopruso appena subìto.

E che posso dire, questo mix delle due polarità – ordine e caos – mi fa impazzire.

Strappo di acrilico su tela, 130 x 130 cm, 2019 e 2018 – © https://www.claudiamangeli.com/

Il progetto

In totale accordo con Claudia, ho progettato e realizzato il sito web avendo ben chiara la direzione: una semplicissima vetrina. Surfando nel web si trovano siti di artisti allucinanti e praticamente inutilizzabili. Ecco, non volevamo minimamente quello, a costo di risultare troppo tradizionali.

Il punto è semplice: Claudia dipinge, non è una webmaster barra blogger barra influencer. Claudia dipinge e deve avere un sito web dove le persone possano vedere i suoi dipinti in alta qualità e la possano contattare con facilità. Niente di più, niente di meno.

La semplicità si è tradotta sia a livello di design che a livello di sviluppo.

  • Un layout base: colonna laterale con logo e voci del menù e il resto opere. Fine.
  • Un carattere tipografico, il Didact Gothic. Un semplice bastoni monospessore a base quadrata. Compreso nella famiglia font di Google risulta disponibile su quasi tutti i motori di ricerca. E ci siamo levate un problema.
  • Squarespace. Paghi una volta l’anno e ti risparmi tutte le ansie del web design. Certo, la personalizzazione non è massima, però è sicuro. Dovendo essere un semplice sito vetrina, quindi, abbiamo preferito la sicurezza alla massima personalizzazione. Ma cosa ci importa poi, dato che l’argomento qui sono le opere d’arte?

Ci siamo piuttosto impegnate a sintetizzare le informazioni e a dare tutto lo spazio che potevamo all’arte. Claudia mi ha permesso di organizzare i dipinti per colore. La parte un pochino ossessiva di me era all’ottavo cielo.


Comunicare

L’aspetto che però ho preferito in questo progetto è stato quello umano.

Ragazzi, chi di voi lavora con la grafica lo saprà bene: quanto può essere alienante comunicare solo via messaggio mentre stai facendo la cinquecentosettantaduesima modifica e non vedi la luce del sole da…che giorno è? Io così non ci voglio mica lavorare. Perché va bene essere un po’ stacanovisti e un po’ misantropi, ma io preferisco metterci due settimane in più ma parlare vis a vis con il mio cliente. Ricordiamoci poi che prima di essere cliente è persona.

E quindi tutta presa bene con la mia Bianchi, sono sfrecciata in ufficio da Claudia, ci siamo conosciute, abbiamo parlato tanto e di tanto. Si è costruito un genuino rapporto di fiducia, base perfetta per parlare di vittorie e sconfitte di un progetto.

Diciamocelo: Claudia avrebbe potuto trovare grafica migliore, web designer migliore, tutto migliore, però è stata molto felice. Una cosa che mi dico sempre è questa: io non sono il mio lavoro, io sono come faccio il mio lavoro. E se inizio facendo un sito web e finisco costruendo un rapporto umano di fiducia e reciproca stima, beh, lasciatemelo dire oggi che ho un po’ di autostima: sono fiera di me.


E niente, con le parole finisco sempre per divertirmi di più che con la tavoletta grafica. Grazie per aver letto fino a qui 🙂 Seguite Claudia, perché in questo cielo un pochino nuvoloso è luminosa.

www.claudiamangeli.com

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